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AUTORITÀ DI CONTROLLO FRANCESE: Misurare la diversità sul lavoro: la CNIL avvia una consultazione pubblica su un progetto di raccomandazione

AUTORITÀ DI CONTROLLO FRANCESE: Misurare la diversità sul lavoro: la CNIL avvia una consultazione pubblica su un progetto di raccomandazione

Le indagini che misurano la diversità all’interno delle organizzazioni pubbliche e private non sono vietate, ma richiedono garanzie per proteggere i dati e la privacy delle persone. Per sostenere i professionisti, la CNIL presenta una raccomandazione per la consultazione pubblica fino al 13 settembre 2024.

Qual è lo scopo della raccomandazione sottoposta a consultazione pubblica?

In un contesto di maggiore consapevolezza sulla lotta alla discriminazione, molte aziende e istituzioni desiderano misurare la diversità all’interno della propria forza lavoro attraverso sistemi che comportano la raccolta di molti dati personali, compresi quelli sensibili.

Misurare la diversità è un esercizio delicato perché implica domande intrusive sulla vita privata dei dipendenti/agenti. In questo contesto, i datori di lavoro devono prestare particolare attenzione a rispettare la decisione del Consiglio costituzionale del 15 novembre 2007, che regolamenta in modo molto severo le statistiche legate alle origini.

Dodici anni dopo la pubblicazione della guida metodologica scritta in collaborazione con il Difensore dei Diritti “Misurare per progredire verso le pari opportunità”, la CNIL pubblica uno specifico progetto di raccomandazione per orientare le organizzazioni che desiderano realizzare indagini di misurazione della diversità, nel rispetto della normativa europea vigente dal 2018.

L’implementazione delle indagini di misurazione della diversità, infatti, deve essere accompagnata da garanzie volte ad assicurare il rispetto del diritto alla privacy dei partecipanti, nel rispetto del GDPR. In particolare, tali sondaggi devono rimanere facoltativi e i partecipanti devono essere adeguatamente informati e i loro diritti rispettati. La CNIL raccomanda inoltre di privilegiare i sondaggi anonimi e di limitare i dati raccolti con domande chiuse.

Tra le opzioni possibili, e tenendo conto del rapporto di subordinazione tra il datore di lavoro e i suoi dipendenti o agenti che può rendere difficile la partecipazione all’indagine, la CNIL ritiene che il ricorso a un terzo di fiducia possa costituire una valida garanzia, garantendo che il datore di lavoro non ha accesso ai dati raccolti.


Ricorda:

Lo stato di salute, l’orientamento sessuale o anche l’origine razziale o etnica percepita sono dati sensibili: la loro raccolta e utilizzo sono vietati, in linea di principio, dal Regolamento generale sulla protezione dei dati (GDPR).

Nell’ambito di un’indagine volta a misurare la diversità, la CNIL ritiene che solo il consenso libero, esplicito e informato delle persone potrebbe revocare questo divieto.

https://www.cnil.fr/fr/consultation-projet-recommandations-mesures-diversite-au-travail

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